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sabato 19 maggio 2012

Ahhhh, queste leggi!!!

Comunicazione di servizio: ed io che ero così contenta, di regalare un pesciolino rosso pagato di tasca mia, sponsorizzata da nessuno,  semplicemente per simpatia e affetto verso chi mi dimostra simpatia e affetto ogni giorno, leggendo ciò che scrivo... Un regalo da fare ad un'amica, come quando lo si fa ad un compleanno, una festa, un giorno da ricordare. Ringrazio la Simo che mi ha salvata, perchè io non sapevo proprio che i blog candy e i giveaway fossero da poco vietati dalla legge. Assurdo??? Non mi esprimo, meglio non dire ciò che si pensa... Mi scuso con voi, mi vedo costretta ad annullare il tutto, perchè in questo paese si sa, per queste cose si va nei casini, poi per quelle serie, la fanno quasi tutti franca....

Qualche fonte:




venerdì 22 luglio 2011

Memorandum

I bambini vanno coccolati. Non solo educati. E' un loro diritto insindacabile. I bambini devono essere circondati da amore, comprensione e pazienza, non solamente dai genitori, anche dagli "esperti del mestiere", altrimenti cambiassero lavoro. Sono un pò dura perchè ultimamente ho visto situazioni che proprio non mi piacciono e che cercherò di cambiare, insieme alle altre mamme interessate. Parliamo di asilo, naturalmente...

Perchè un bimbo che sta imparando da pochi giorni a fare la pipì, viene lasciato in bagno senza essere minimamente aiutato? E' un modo per farlo imparare più velocemente? Alcuni bambini ancora non si sanno nemmeno tirare su le mutandine, quindi perchè lasciarli soli sopra il waterino senza aiutarli nemmeno a pulirsi? Ricordiamoci che hanno due o tre anni! Va bene farli divertare autonomi, ma in un asilo nido gli si potrebbe stare più accanto, no?
Perchè i bambini dopo pranzo, vengono portati a giocare in cortile al sole, con temperature assolutamente improponibili, data la stagione e l'ora, e lasciati a giocare in mezzo alla terra? Non mi interessa assolutamente se mia figlia si sporca, ma non mi sta di certo bene andarla a prendere e vederla con il viso bordeaux dal caldo preso, sfinita e con gli occhi e le orecchie piene di terra... insomma, ma dov'è il buon senso?
Oppure perchè portarli fuori quando c'è parecchio vento o quando fa molto freddo: il rischio di farli ammalare sale e purtroppo, per chi deve andare a lavorare e soprattutto per chi, come me, non ha nessun altro aiuto, anche questo diventa un problema... Non mi sembra di essere paranoica o noiosa, solo un pochino previdente!
E ancora: perchè quando a pranzo c'è una pietanza che non piace al bambino, le maestre non chiedono alla mensa (che è li apposta) l'opportuna sostituzione, solo perchè "dispiace" fare la richiesta??? A noi mamme che paghiamo il pasto (5,06 € al giorno) dispiace proprio pagare del cibo che il bambino sicuramente non mangerà! Per il bambino soprattutto intendiamoci. Fra l'altro la mensa dell'asilo, che è poi la nostra aziendale, è disponibilissima a qualsiasi tipo di sostituzione, anche giornaliero, basta solo dirlo. Allora perchè non lo si fa?
Chi mi legge abitualmente, sa bene che anche questo e questo non mi sono di certo andati giù!
Non ho niente da insegnare a nessuno, sono soltanto una mamma che osserva, come ce ne sono tante. Utilizzerò questo post come promemoria per la riunione dell'asilo di inizio agosto, nella speranza di riuscire a capire, confrontandoci, che cosa non funziona e che cosa si può migliorare.
Io credo che le persone facciano sempre la differenza. Non solo per la propria professionalità, ma anche per il proprio essere, la propria sensibilità e il proprio "saperci fare". Perchè educare non è un lavoro come un altro, anzi, fare la maestra non dovrebbe proprio essere un lavoro: i bambini li devi amare, coccolare, incoraggiare e anche aiutare, certo. Non sono persone da "addestrare" al fine di eseguire bene un comando e basta.
Le persone fanno la differenza. Sempre.
Sono dura quando si tratta di mia figlia, lo ammetto, ma trovo certi comportamenti davvero inammissibili.
E voi? Che ne pensate? Avete esperienza a riguardo? Vorrei capire confrontandomi con voi, se funziona così ovunque o c'è davvero qualcosa che non va...

venerdì 8 luglio 2011

Ciao ciao pannolino, un piccolo intoppo!!!

Nel post precedente vi ho parlato dei progressi di Giorgia nello spannolinarsi e vi confermo, a distanza di una settimana, la mia immensa soddisfazione nel riuscire in quest'impresa così delicata. Dopo soli sette giorni,  la topa si è fatta la pipì addosso soltanto questa sera (ma facciamo che non conta perchè l'ho fatta cenare davanti alla televisione mentre guardava La Casa di Topolino, cosa che non faccio mai, in quanto non ho la tv in cucina PER SCELTA.... infatti ha cenato in sala!), ed in questa beata settimana è riuscita anche ad imparare a fare la cacca nel water e a svegliarsi di notte e chiamarmi dicendomi "Mamma pipì!". Tutto fantastico vero??? Unico intoppo: l'asilo nido. Al nido sono costretta, fin quando la bambina non sarà in grado di usare il vasino in modo autonomo, a portarla con la mutandina pannolino, per una questione igienica, per paura che la bambina si faccia la cacca addosso e si sia costretti a pulirla. "In una comunità di bambini questo è un fatto inaccettabile". Allora, io non ho esperienza di asili nido ad eccezione di quello che frequenta mia figlia; non so se questa regola valga per tutti gli asili nido, ma mi chiedo perchè, dopo tanti sforzi (magari nel mio caso non proprio tanti) che la mamma e il papà compiono per far passare dal pannolino alla mutanda il proprio figlio, quest'ultimo debba fare un passo indietro ogni giorno all'asilo rimettendosi sto cavolo di pannolino. Mi è stato detto che mia figlia ancora non dice che le scappa la pipì. Perchè allora non chiedere ogni tanto alla bambina "Ti scappa la pipì?" , "Andiamo a fare la cacca?" soprattutto in una struttura come la nostra, dove per otto bambini ci sono tre maestre? E ancora, buttandola sul fatto volgarmente economico: nella retta mensile che noi genitori paghiamo, perchè non può essere compreso anche un servizio di questo tipo? In fondo i nostri figli frequentano queste strutture anche per essere educati, nel rispetto della loro età e del loro grado di apprendimento, e non soltanto "parcheggiati" perchè i genitori devono per forza lavorare. Non me ne vogliano le educatrici, in particolar modo quelle di Giorgia, però questo fatto non mi va molto giù, vorrei un aiuto concreto da parte delle maestre, non un sermone sull'igiene, sui germi e sulla comunità... Siete d'accordo? E ancora, se siete delle maestre, sapreste dirmi se questo tipo di comportamento è prassi o ci si rimette semplicemente al buon senso delle persone? Mi piacerebbe capire dove finisce la regola e dove inizia la collaborazione genitore-educatore. Da entrambi i sensi....

martedì 8 febbraio 2011

Tempo di mare, tempo di ospedale!!!


Ed eccoci qui, domenica scorsa, finalmente noi tre, una giornata al mare tutta per noi, con Giorgia (apparentemente) in forma e tanta voglia di rilassarci in santa pace e goderci un pò di quel sole che ultimamente non sappiamo più cosa sia.... E' stata una bella giornata, calda al punto giusto, la spiaggia affollatissima di persone e bambini che giocavano con i piedini nudi sulla sabbia, giostrine già in funzione, giubbotti che magicamente sparivano per lasciare spazio a maglioncini più leggeri, ristoranti stra-pieni, allegria per il bel tempo finalmente ritrovato. Giorgia che saltellava ovunque e si godeva le onde del mare che fanno "sciuuuuuuuuu" contro i "sciasci" a detta sua, che faceva amicizia con gli altri bimbi e che passeggiava allegramente per manina con papà. Un idillio, davvero, una giornata perfetta, siamo stati davvero bene, non mi sembrava quasi vero dopo tutte quelle settimane alle prese con l'influenza.
E allora???

E allora oggi la situazione è questa:

Ma perchè siamo così sfigati????? Domenica notte, poche ore dopo l'idillio, Giorgia sta male, vomita e piange per un paio d'ore. L'episodio lo concludiamo lunedì mattina, trascorsa in ospedale e ci portiamo a casa (ancora!!!!) una bella infuenza, e una settimana di STOP. Non so se dire che sono stanca, stufa, dispiaciuta, incazzata, insomma un pò di tutto... Si prospetta un'altra settimana rinchiusi in casa, ancora una settimana di maternità che ormai scarseggia, e ancora una volta la mia piccolina a tappeto. Non ne posso più di vedere quegli occhietti lucidi e il faccino tutto rosso, i pianti di rabbia perchè non riesce a respirare e l'inappetenza che la rende debole debole. Passerà questo periodo infelice o quest'anno dobbiamo fare le vacanze a Lourdes???
Mondo, qui è il Lazzaretto che parla. Passo e chiuso.
Alla prossima.

mercoledì 24 novembre 2010

E mando giù....

E' una questione di fiducia. Non di stronzaggine e neppure di puntiglio. Oggi, come tutte le mattine, ho accompagnato mia figlia all'asilo chiedendo educatamente di NON farla uscire fuori a prendere una boccata di salutare aria che fa tanto bene ai bambini che lo dicono pure i pediatri, perchè con una temperatura di 1°C alle nove di mattina e un recente trascorso di antibiotici con tanto di mezza ricaduta la settimana scorsa non mi sembrava proprio il caso di prendere questa cazzo di boccata d'aria. Morale della favola: alle undici era fuori dall'asilo a prendere questa cazzo di boccata d'aria.
E' una questione di fiducia. Io mamma ti chiedo espressamente e cortesemente di NON fare una cosa. Ti lascio mia figlia fidandomi di te. Tu fai il contrario di quello che ti chiedo. Perchè sei maestra d'asilo, perchè il pediatra lo consiglia, perchè il quarto d'ora all'aria aperta di legge è consentito. Ma poi questi bimbi mica sono in galera!
Mamma apprensiva? Esagerata? Malfidente? No. E' solo buon senso. E la necessità di lavorare e il disagio di non avere nessuno che se ne stia a casa con mia figlia quando si ammala.
E' una questione di fiducia. Quando Giorgia ha iniziato l'asilo nido, a nove mesi e mezzo, mi sono messa completamente nelle mani delle maestre non lamentandomi mai, anche quando avrei dovuto farlo, anche quando non tutto era perfettamente ok. Perchè mi fidavo. Ora non più.
Domani le maestre non porteranno fuori i bambini, ma quando lo riterranno più opportuno si, anche contro il parere della mamma, alla quale, mi sento di dire a questo punto, si sostituiscono come e quando fa più comodo a loro. 
E io che ho bisogno e non ho nessuno mando giù. E mando giù.... 

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